domotica

In casa … basta un clic!

La domotica: che cos’è?

Quante volte abbiamo desiderato che la nostra casa “faccia le cose” da sola? Per esempio, accendere le luci senza dover alzarsi a spegnere il lampadario, proprio ora che ti eri appena steso sul divano oppure accendere i termosifoni a distanza o regolare la temperatura direttamente dal tuo ufficio così, quando rientri dal lavoro, la tua casa sarà calda.

E potremmo continuare con tanti altri esempi. Insomma, sarebbe davvero comodo avere una casa intelligente e con il tuo smartphone, un telecomando e un bottone poter fare tantissime cose!

Ma la soluzione c’è: è la domotica!

La domotica si occupa dello studio delle tecnologie per trovare soluzioni e strumenti per migliorare la qualità della vita, la sicurezza della casa, ad esempio allarmi e anti furto, semplificare la progettazione, l’installazione, la manutenzione e l’utilizzo della tecnologia e, infine, ridurre i costi di gestione.

La domotica, quindi, è capace di rendere intelligenti le apparecchiature, gli impianti e i sistemi che compongono la tua casa; ad esempio, un impianto elettrico “intelligente” può autoregolare l’accensione degli elettrodomestici per non superare la soglia che farebbe scattare il contatore.

La casa intelligente può essere controllata tramite telecomandi, touch screen, tastiere o riconoscimento vocale, che a loro volta realizzano il contatto, ovvero l’invio di comandi e la ricezione delle informazioni con il sistema di controllo basato su un’unità computerizzata centrale. I diversi componenti del sistema demotica si “parlano” tra loro attraverso vari tipi di interconnessioni come, ad esempio, la rete wi fi di casa.

Un sistema domotico poi si completa, di solito, attraverso uno o più sistemi di comunicazione con il mondo esterno come messaggi telefonici preregistrati, SMS, generazione automatica di pagine web o e-mail per permetterne il controllo e la visualizzazione dello stato anche da remoto.

Adesso conoscete il funzionamento della casa intelligente e con un semplice clic o un pulsante si possono fare davvero tantissime cose grazie alla domotica!

Ecco le principali funzioni che la demotica può svolgere:

  • Coordinamento automatico del funzionamento degli elettrodomestici
  • Isolamento e protezione automatica in caso di temporale;
  • Rilevamento di eventi come fughe di gas, allagamenti e incendi;
  • Connessione a distanza con servizi di assistenza (soccorso medico e vigilanza);
  • Monitoraggio a distanza degli ambienti con telecamere;
  • Interazione TV, telefono, videocitofono e impianto telecamere
  • Chiusura o apertura in autonomia delle tende esterne o delle tapparelle.

Le funzioni sono davvero tantissime, è un sistema semplice da usare, affidabile e permette anche un notevole risparmio energetico e poi … chissà, se avete lasciato la luce accesa in cucina non dovrete più alzarvi dal divano!

isolamento-termico

I migliori materiali per l’isolamento termico della tua casa

Isolamento termico: i migliori materiali

Con questo freddo pungente di Dicembre non vediamo l’ora di tornare di casa e di goderci tutto il caldo della nostra casa.

Tutti infreddoliti apriamo la porta e ci lasciamo avvolgere da quel bel tempore di casa che un abbraccio ci scalda e ci fa stare subito bene.

Quando parliamo di riscaldamento, che provenga dai classici termosifoni, dai camini o dalle stufe, pensiamo anche all risparmio energetico ed economico. Sì, perché è vero che è bellissimo, dopo una lunga giornata passata fuori, essere avvolti dal caldo delle nostre abitazioni, ma è altrettanto ovvero dobbiamo fare anche i conti con le bollette.

Come si fa, allora, ad aver la casa calda e cercare di ridurre gli sprechi? Una delle risposte è sicuramente aver un buon isolante termico.

Un buon sistema di isolamento termico fa sì che la casa si scaldi, trattenendo il più possibile il calore e evitando al massimo la dispersione di calore.

Quali sono i migliori materiali per isolare bene la nostra casa?

I materiali per l’isolamento termico possono essere di origine chimica o naturale e solitamente i materiali vengono scelti di volta in volta in base alle vostre esigenze, ma anche a seconda dell’applicazione, ovvero occorre valutare se l’isolamento è da fare in una intercapedine, su superfici orizzontali o verticali oppure su quelle inclinate. Un’altra caratteristica fondamentale per la scelta del giusto materiale isolante è la conduttività termica, cioè la capacità di trasferire calore da una parte più fredda a una più calda.

Esistono diversi tipi di materiali che sono perfetti per svolgere questa funzione … eccone alcuni:

  • Calcestruzzo aerato autoclavato: è un materiale cellulare inorganico che si ottiene dalla miscelazione di sabbia di quarzo e gesso, cemento, acqua e alluminio.
  • Fibra di canapa: si tratta di un materiale ricavato dalla lavorazione di foglie di canapa a cui si aggiungono poliestere e talvolta anche prodotti naturali ignifughi.
  • Fibra di legno: un ottimo isolante termico naturale ottenuto dagli scarti di lavorazione ai quali si aggiungono resine e altri componenti
  • Lana di vetro: un materiale sintetico che deriva dalla lavorazione di sabbia quarzifera e altri componenti, tra cui resina
  • Sughero: è un ottimo isolante termico che si ricava dalle piante tramite scorzatura
  • Polistirene espanso estruso: un prodotto sintetico prodotto a partire da granuli di polistirene.

Per un perfetto isolamento termico ci vogliono i materiali giusti, di qualità e soprattutto la professionalità di chi si occupa della costruzione o della sistemazione della tua casa: soltanto così potrai ottenere le migliori performance tecniche e un isolamento termico che riscaldi la tua casa e duri nel tempo.

antoni-gaudi

Un architetto d’avaguardia … Antoni Gaudì

Antoni Gaudì

Le Corbusier lo definì come “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”, fu il massimo esponente del modernismo catalano nell’architettura, anticipatore dell’espressionismo e del surrealismo: è Antoni Gaudì. antoni-gaudi

Diplomato nel febbraio del 1878 alla Scuola Superiore di Architettura, già prima di diplomarsi riuscì a lavorare con i migliori architetti del tempo, ma è nel 1878 a Parigi, durante l’Esposizione universale, che avvenne l’incontro fondamentale per la sua vita e la sua carriera, quello con l’industriale catalano Eusebi Güell, che divenne il suo principale mecenate.

Nel 1883 a soli 31 anni venne nominato architetto capo della costruzione in città del tempio Espiatorio della Sagrada Família, cominciando a costruire la cripta e poi l’abside. Si trattava di una costruzione monumentale e complessa che assorbì completamente le energie e la creatività di Gaudì.

Nel 1887 il conte Güell gli affidò la costruzione della sua residenza di città, il Palazzo Güell. In questo progetto Gaudí sperimentò gli archi di catenaria che saranno un elemento costante della sua architettura.

Casa Mila, La Pedrera, Gaudi, Unesco WHS, November RR from jordiÈ però a partire dal 1900 che nascono i suoi maggiori capolavori: il parco Güell in cui natura, scultura ed architettura si fondono, la Casa Batlló, splendida e particolare con la sua facciata rivestita da un mosaico di pietre vitree colorate e il suo tetto ondeggiante che ricorda le squame di un rettile e, infine Casa Milà dalla movimentata facciata in pietra.

Dal 1914 Gaudì si dedicò esclusivamente ai lavori della Sagrada Família, la monumentale basilica ancora in costruzione, riconosciuto come il capolavoro assoluto del genio e della creatività dell’architetto catalano.sagrada-familia-cathedral-barcelona-catholic-architecture-r

L’architettura di Gaudì è caratterizzata dall’elaborazione di forme che richiamano la natura, ma imprevedibili e oniriche realizzate utilizzando i più diversi materiali dal mattone alla pietra, dalle ceramica al vetro e al ferro.

Le sue opere, di cui sette sono state dichiarate patrimonio dell’UNESCO nel 1984 si basano sull’assioma secondo cui l’architettura non crea soltanto edifici e palazzi, ma un vero e proprio organismo quasi vivente arrivando a creare capolavori fantasiosi, irreali ma assolutamente meravigliosi.

feng-shui

Armonia e positività in casa … con il feng shui

Il Feng shui è un’antichissima disciplina orientale nata oltre quattromila anni fa e che è sempre più conosciuta e praticata nei paesi occidentali. Il feng shui è un’arte che fonde insieme la filosofia, l’architettura e l’interior design e che ha come principi cardine il modo di sfruttare le energie positive e favorire il benessere della casa e di chi ci abita.

Foto di About.com
Foto di About.com

Il feng shui è molto più di un semplice modo di arredare il proprio appartamento perché comprende anche la progettazione e la disposizione delle casa, degli edifici pubblici e persino di interi quartieri.

Se siete appassionati di filosofia orientale è chiaro che non possiamo costruire da zero la nostra casa o addirittura il quartiere in cui viviamo, ma possiamo arredare le stanze secondo le regole del feng shui per incanalare tutta la positività e il benessere nella nostra casa.

Ecco allora qualche consiglio!

I colori

Ogni colore secondo il feng shui ha un suo significato e per questo bisogna scegliere il colore giusto per ogni stanza. Il verde ha un potere calmante e per questo è adatto alla camera da letto, mentre i colori caldi che ricordano il sole come il giallo o l’arancione vanno bene la cucina e la zona giorno come il soggiorno o la sala da pranzo.

Inoltre, per essere il più fedele possibili, i colori caldi dovrebbero essere utilizzati nelle stanze posizionate verso Sud, mentre i colori freddi come il blu o il verde nelle camere che si affacciano a Nord.

Tante, tante fineste

Secondo questa filosofia una casa per favorire davvero l’armonia e il benessere dovrebbe avere tante finestre ampie che lasciano entrare la luce naturale del sole. Attenzione, però: le finestre non dovrebbero mai essere posizionate di fronte alla porta e devono seguire una forma regolare.

Se abitiamo in zone trafficate, il feng shui ci consiglia di proteggere le finestre con tende leggere e dai colori chiari che lasciano entrare la luce, ma che ci proteggano dal rumore della strada.

L’arredamento

Una regola fondamentale del feng shui dice che gli arredi vanno disposti in modo da non ostacolare il flusso che scorre in una stanza. Perciò vanno evitati i mobili appuntiti e ingombranti.

feng-shiu-letto
Foto di designmag

La camera da letto dovrebbe essere separata dalle altre stanze e lontano dall’ingresso dell’appartamento. I mobili dovrebbero avere angoli arrotondati evitando che gli spigoli puntino verso il letto. Inoltre, gli specchi sarebbe bene toglierli dalle nostre stanze da letto o metterli in qualche anta interna dell’armadio: secondo il feng shui gli specchi ostacolano il sonno.

Il letto dovrà essere disposto in modo che la testa del letto sia rivolta verso il Nord, che rappresenta lo Yin e i piedi verso Sud, lo Yang. Inoltre, il letto non deve essere posto né con i piedi né con la testata di fronte alla porta e né posto sotto a una finestra: l’ideale sarebbe posizionarlo posizionare il letto, meglio se in legno, nell’angolo opposto all’entrata con la testata aderente al muro e orientata verso est.

Il soggiorno rappresenta il luogo più importante della casa perché è qui che vengono accolti gli ospiti e dove tutta la famiglia si rilassa. Secondo il feng shui, il soggiorno dovrebbe avere una forma quadrata o rettangolare, il divano va collocato nel lato opposto alla finestra e alla porta e con lo schienale appoggiato al muro per dare una sensazione di protezione a chi si siede. Le lampade e i lampadari vanno posizionati con cura in modo da garantire il comfort ma evitando la sovraesposizione alla luce. Decorate il soggiorno con tante, tante candele profumate … creeranno atmosfera e favoriranno il relax.

Per quanto riguarda la cucina è sconsigliabile trovarsi con la porta alla proprie spalle, mentre sarebbe meglio trovarsi la porta d’ingresso al proprio fianco. Inoltre, i fornelli andrebbero collocati sotto la finestra, ma lontani dal lavello e dal frigo.

I materiali

feng-shui-candele
Foto di facilisimo.com

Il feng shui si basa, come molte filosofie orientali, sull’equilibrio di cinque elementi: acqua, terra, fuoco, metallo e legno.

L’acqua è rappresentata dal vetro e simboleggia la benedizione celeste, la terra è data dal mattone e significa autorità e allegria. Il fuoco, invece, è dato da materiali naturali come la pietra ed è un simbolo di buon auspicio, il metallo è il simbolo della forza e della creatività. Infine, il legno e le piante simboleggiano la pace e la longevità

All’interno della casa dovrebbe essere presenti tutti questi elementi in modo che portino equilibrio e pace all’interno. Potete scegliere delle candele che rappresentano il fuoco, un acquario o delle vetrate a simboleggiare l’acqua, vasi con piante che sono il simbolo della terra e del legno e decorare la casa con qualche scultura o oggetti in ferro.

Il giardino

feng-shui-giardino
Foto di Woohome

Se avete anche un giardino deve essere sempre curato evitando la presenza di foglie secche che danno un sensazione negativa e di disordine.

La presenza di giardini e di terrazzi con piante e fiori poco curate ostacola le energie positive, favorendo quelle negative.

Un’ultima, ma forse la più importante regola di questa disciplina: eliminare il superfluo.

Eliminiamo tutti gli oggetti che non ci servono perché questi non fanno altro che ingombrare la nostra vita e il nostro benessere ed emanare energia negativa. Liberarsi di tutto ciò che non usiamo o non serve ci aiuta a liberare la mente e a riportare l’armonia in casa e dentro noi stessi.

casa-greca-antica

Benvenuti nelle case … dell’Antica Grecia!

La casa greca antica com’era fatta?

Studiando storia, guardando un documentario o visitando un museo o un sito archeologico vi siete mai chiesti com’erano le case dei Greci, dei Romani o anche popoli più antichi o più lontani come i Babilonesi o Aztechi?

Oggi vogliamo fare un tuffo nel passato e farvi conoscere le case di popoli e culture antiche e inizieremo dalla patria della filosofia e della democrazia: l’Antica Grecia!

Ora, chiudete gli occhi. Siamo per le strade di Atene nel 431 a.C. Il giovane aiutante del vasaio è di nuovo in ritardo nella consegna delle anfore, il sarto sta finendo di rifinire il peplo color zafferano per una ricca signora e un gruppo di uomini al centro dell’agorà sta discutendo animatamente di politica.

Ci allontaniamo dai ritmi frenetici e infilandoci in una piccola via ci imbattiamo in una casetta non tanto grande, ma con un bel cortile curato e profumato di narcisi e da una piccola finestra ecco una donna con i capelli elegantemente raccolti seduta al suo telaio.

Solitamente le case dei ceti più poveri erano costituite da un paio di vani, mentre i ricchi abitavano in dimore più grandi e spesso distribuite su due piani. Gli artigiani e i commercianti ospitavano nelle loro abitazioni anche le botteghe e i negozi … quello che si dice “casa e lavoro”.

Le stanze si affacciavano su un cortile di forma rettangolare, ma contavano poche e strette finestre così che dalla strada non era possibile vedere ciò che accadeva all’interno.

I pavimenti erano di solito in terra battuta, mentre quelli delle stanze di rappresentanza, il nostro soggiorno, potevano anche essere ornati da mosaici. I muri erano piuttosto leggeri e composti di mattoni crudi o di pietre tenute insieme dalla malta e le pareti intonacate venivano dipinte solitamente di rosso. Ovviamente le case delle persone più ricchi potevano vantare affreschi e arazzi pregiati che stupivano l’ospite e esprimevano la potenza e la ricchezza della famiglia.

In tutte le case, sia modeste sia più ricche, la camera più importante, più curata e più decorata era l’andron che letteralmente significa “stanza degli uomini”. Qui il padrone di casa riceveva i suoi ospiti, ovviamente tutti uomini, ed era la stanza in cui si svolgeva il simposio, il banchetto, mentre si discuteva di politica e di affari.

Alle donne, che all’epoca non partecipavano alla vita pubblica e agli affari dei mariti, era riservata una zona, chiamata gineceo, in cui si trovava la stanza da letto della padrona di casa, le cellette delle ancelle e la sala dei telai. Nelle ville delle famiglie più benestanti, il gineceo occupava il retro della casa e si affacciava in un secondo giardino più piccolo rispetto al principale.

Lasciamo i soggiorni e le stanze delle donne e ci spostiamo in un’altra stanza, più piccola, piena di attrezzi e bracieri … è la cucina. In realtà, nell’Antica Grecia non esisteva la cucina così come la intendiamo oggi: c’erano delle stanze in cui si riponevano tutto l’occorrente per preparare i pasti, ma solitamente i bracieri per la cottura dei cibi venivano posizionati anche fuori nei cortili.

E i bagni? Bè, dimenticatevi lavandini e docce di design! I bagni erano molto spogli e molto piccoli … considerate che si utilizzavano i vasi da notte.

Erano case dalla struttura e dall’arredamento molto semplice quelle dell’antica Grecia, ma siamo sicuri che ognuno di quelle abitazioni ha la sua storia da raccontare, le risate, i pianti e la vita di chi ci ha vissuto … proprio come accade oggi.

bioedilizia

Una casa tutta “green”!

Bioedilizia: che cos’è?

Da qualche tempo si è scoperta una grande attenzione per il “bio” e per tutto ciò che è green. Insomma, l’ecologia ha iniziato farsi strada nelle nostre vite e portare all’attenzione di tutti noi la necessità di un approccio ecosostenibile che rispetti l’ambiente: dall’economia, all’alimentazione, dall’agricoltura fino ai capi di abbigliamento e al modo di muoversi con bus e automobili sostenibili.

Conosciamo tutti i danni provocati dall’inquinamento, dall’impiego di materiali tossici e nocivi come l’amianto e dal modo di costruire, ma se a tutti noi è nota l’agricoltura biologica ed ecosostenibile o la green economy, pochi conoscono la bioedilizia.

La bioedilizia, chiamata anche l’architettura sostenibile, è un modo di costruire che ha come obiettivo ridurre i consumi di energia, l’utilizzo di materiali non inquinanti ed ecologici e di diminuire l’impiego di energia derivante da fonti non rinnovabili.

Questo modo di progettare e realizzare punta a costruire edifici a basso impatto ambientale che siano in grado di garantire comfort e benessere alle persone e allo stesso tempo rispettare l’ambiente.

Dall’estrazione dei materiali alla loro lavorazione, dalla costruzione ai consumi, l’edilizia sostenibile ha un impatto ambientale molto basso in ogni fase.

Quali materiali, allora, vengono usati per avere un casa “total green”?

Primo fra tutti, il legno! È versatile, può essere lavorato in tanti modi, è riciclabile, biodegradabile ed è in grado di garantire un buon isolamento termico e acustico. Inoltre, il legno è un materiale molto resistente ai segni del tempo e all’usura e anche a diversi tipi di sollecitazioni.

Anche il sughero è un materiale molto utilizzato. Il sughero è green al 100% perché una volta prelevato dalla corteccia, l’albero è in grado di rigenerarla in modo naturale. Come il legno, è un ottimo isolante termico e acustico, non è infiammabile e tossico, ed è molto resistente.

L’argilla è un’altra materia prima biocompatibile e atossica. È capace, inoltre, di garantire un’elevata ventilazione e di autoregolare l’umidità in modo da prevenire la muffa. Inoltre, la stessa produzione di argilla ha un impatto ambientale molto basso.

Nella bioedilizia poi vengono utilizzati resine, olii, cere, gomme e colle di origine vegetale per sostituire le colle industriali che contengono componenti chimici.

le-corbusier

Un omaggio al maestro del Movimento moderno: Le Corbusier

Che cos’hanno in comune La Ville Radieuse, un trattato su una città ideale, funzionale e ben organizzata, la Main Ouverte, una scultura alta 26 metri che rappresenta una mano aperta in segno di pace e la Cité Radieuse, un complesso di appartamenti a Marsiglia?

le-corbusier-sculturaLa mente e la passione di chi le ha create, progettate, la mano di un grande architetto e designer: Le Corbusier.

Charles-Edouard Jeanneret-Gris, questo è il suo vero nome, è stato tra le più importanti figure nell’architettura contemporanea del Ventesimo secolo e riconosciuto come il Maestro del Movimento moderno. È stato il pioniere nell’uso del calcestruzzo armato, uno dei padri dell’urbanistica contemporanea.

Fondatore dei Congrès Internationaux d’Architecture moderne, Le Corbusier riuscì a fondere insieme l’architettura e l’estetica con i bisogni sociali dell’uomo “medio”, rivelandosi così un geniale e visionario architetto e designer del suo tempo. Le sue intuizioni erano talmente all’avanguardia e funzionali che ancora oggi alcune sue creazioni sopravvivono.

Non ci credete? Pensate alla Chaise longue. Le Corbusier, prendendo spunto dai divani e dai sofà allungati molto di moda nella Francia dell’Ottocento, ideò nel 1928 una sua “evoluzione” bella da vedere, ma allo stesso comoda e funzionale.

Le Corbusier contribuì a cambiare il concetto di architettura moderna: “Solo l’utente ha la parola” scriveva in Le Modulor, l’opera in cui l’architetto ha esposto la sua idea di architettura.

La sua idea consisteva nel progettare e costruire abitazioni ed edifici fatti per l’uomo e a misura d’uomo. Basti pensare agli edifici di Pessac e le case “Citrohan“, costruiti a tempo record grazie alla loro pianta basata su un modulo replicabile e le abitazioni costruite in una catena di montaggio proprio come un’automobile: le abitazioni sono costruite allo stesso modo di un’auto in una catena di montaggio.

E poi ancora le Unités d’Habitation” a Marsiglia. Sono più che semplici abitazioni, ma le-corbusier-marsigliadi veri e propri edifici-città con più di trecento appartamenti a “tagli” diversi su diciassette piani, il tetto diventato una piazza-terrazza dove viene restituito il verde e una grande piscina e al posto dei corridoi e pianerottoli tra gli appartamenti, le Corbusier pensò di costruire sette “strade interne” in cui far sorgere negozi di ogni tipo. Insomma, una città-edificio nata e pensata per le famiglie meno abbienti, in cui i bambini potessero giocare sul tetto e immaginare di essere in qualche parco, mentre le mamme potessero fare la spesa nelle strade interne dell’edificio senza allontanarsi troppo da casa. 

«Occorre creare lo spirito della produzione in serie, lo spirito di costruire case in serie, lo spirito di concepire case in serie». Questa era la filosofia di Le Corbusier, uno dei più grandi architetti all’avanguardia del Nocevento.

tinteggiare-le-pareti

Ogni stanza … ha il suo colore!

Ogni tanto è bello cambiare. Che sia il taglio o il colore di capelli, il modo di vestirsi o il gusto della pizza, che sia piccolo o grande, i cambiamenti possono essere positivi e, diciamo la verità, a volte cambiare fa bene perché ci permette di scoprire cose nuove regalandoci una sferzata di energia in più!

È allo stesso modo cambiare volto alla nostra casa non può che essere positivo! Non stiamo parlando di stravolgere l’arredamento, il divano. la cucina o la camera da letto … per rinnovare la casa basta davvero poco: giocare con i colori delle pareti!

Le pareti tinteggiate di bianco o color panna sono un classico, danno respiro alla stanza e riflettono la luce del sole e dei lampadari così da rendere le camere molto luminose, ma a lungo andare possiamo stancare del bianco.

Vi piacerebbe osare con il colore, ma avete paura di sbagliare, che il colore scelto non stia bene o che chiuda troppo gli ambienti. Bè, se state pensando di dare una rinfrescata alle vostre pareti, abbiamo qualche consiglio da darvi!

I colori hanno una forte influenza sul nostro umore e sulla percezione dello spazio … ecco perché è importante scegliere il colore giusto per ciascun ambiente della nostra casa.

I colori per la zona giorno

L’ingresso è un po’ il biglietto da visita della nostra casa: per questo è meglio utilizzare colori tenui, delicati ma luminosi come un arancione un po’ pastello o il giallo ocra.

Il soggiorno è, invece, l’ambiente più vissuto in cui le persone trascorrono buona parte della giornata, è il luogo di relax e dell’accoglienza. I colori adatti per il soggiorno sono quelli vivaci che favoriscono il senso d’intimità e la comunicazione, come il giallo o l’arancione chiaro.

I colori per la zona notte

La parola d’ordine per le camere da letto è la tranquillità! In questi ambienti è meglio scegliere colori che stimolano il riposo e che abbiamo delle caratteristiche rilassanti come per questo il rosa antico, l’avorio … magari abbinandoli con elementi di arredo blu o verde che stimolano l’equilibrio e l’introspezione.

I colori caldi come il rosso e il giallo è meglio evitarli perché non favoriscono il risposo e il relax.

La cucina

La cucina è il luogo della convivialità ed è per questo che anche i colori devono dare un senso di energia e positività!

I toni adatti alle cucine sono il giallo, arancio e rosso e tutti le tonalità calde poiché sembra che favoriscano l’appetito e la digestione.

E il bagno?

Anche il bagno può essere un luogo di tranquillità: pensate a una bella doccia calda o un bel bagno con sali profumati e qualche candela accesa. Se volete dare un tocco in più al vostro bagno osate con colori freddi, ma vivaci, come il verde acqua, il turchese o l’azzurro.

Adesso che vi abbiamo dato qualche idea … come dipingerete le pareti delle stanze?

casa-batllo

La casa come un’opera d’arte: Casa Battlò

C’era una volta un palazzo modesto, lungo e stretto che si affacciava sul numero 43 del Passeig de Gràcia a Barcellona.

In quella via c’erano i più bei palazzi della borghesia della città e così quella casa dalla forma rettagolare sfigurava un po’ vicino a quei moderni e spettacolari palazzi.

Così il signor Batllò, un ricco industriale del settore dei tessuti, decise che era arrivato il momento di cambiare volto al suo vecchio palazzo. Voleva qualcosa di magnifico, di originale …  qualcosa che stupisse chi si imbatteva nella sua casa.

Siamo nei primi del Novecento e in quegli anni a Barcellona lavorava un giovane architetto dal talento straordinario e dalla visionaria immaginazione con una idea di architettura originale e fuori da ogni schema: Antoni Gaudì.

I lavori finirono nel 1907 e quella vecchia e anonima casa diventò il palazzo più spettacolare e originale di tutti. 

casa-batllo-terrazzi
Foto di www.casabatllo.es

Casa Battlò non è stata soltanto un palazzo con tanti grandi appartamenti … è un’opera d’arte, forse la più geniale di Gaudì.

Ornata di pietre e cristallo, la facciata anteriore è stata scolpita per donarle una forma ondulata che ricorda le onde del mare di Barcellona e impreziosita con il tipico mosaico catalano, il trencadís, fatta di piccole tessere di vetro colorate e di ceramica.

Il tetto ricorda un po’ un rettile con le sue decorazioni di scaglie iridescenti e il coronamento spinale con le sfere dai colori caldi e vivaci come la Spagna

Tra le finestre di legno e le colonne affusolate in pietra del Montjuïc, emerge la tribuna del piano nobile in pietra arenaria e, al secondo piano, si affacciano i balconi in ferro battuto che ricordano le conchiglie.

casa-battlo-interno
Foto di www.focus.it

Entrando si ammira ancora di più la bellezza di Casa Batllò, con i suoi colori vibranti, il corrimano in legno che sembra la spina dorsale di chissà quale animale preistorico, i dettagli su ogni porta, i soffitti a volta e gli abbaini a forma di guscio di tartaruga.

A Casa Battlò vi sembrerà di immergervi nell’oceano tra le sabbie, i fondali e le insenature del mare spagnolo.

Salendo ancora più in alto, si arriva alla vera bellezza dell’art nouveau di Gaudì: la terrazza.

casa-batllo-tetto
Foto di www.casabatllo.es

Qui potrete ammirare tutto il Passeig de Gràcia e verrete abbracciati dalle linee sinuose finemente decorate che lasciano spazio ai quattro camini ornati dal trencadís.

Casa Battlò è un tripudio di colori, di forme e di giochi di luce, un capolavoro nato dalla mente e dal cuore di un grande e visionario architetto che ha dimostrato come anche una semplice e anonima casa può diventare un’opera d’arte.

scegliere-il-parquet

Qualche consiglio per scegliere il parquet giusto!

Scegliere il parquet

Quando arrediamo la nostra casa pensiamo ad ogni minimo dettaglio: il colore delle pareti, il divano, i mobili, dove appendere quel quadro e tutti quegli oggetti che raccontano di noi e della nostra vita.

Vogliamo che la nostra casa rispecchi noi e il nostro stile e che allo stesso tempo sia piacevole anche a chi viene a trovarci.

Ma non è soltanto il colore di una parete o della cucina, questo o quel divano a far la differenza: anche la scelta del pavimento è importante.

Cosa c’è di più accogliente di un bel parquet?

Negli ultimi è diventato il protagonista indiscusso di tutte le case, è di tendenza, scalda gli ambienti e può diventare un importante elemento di arredo. Che la tua casa segua uno stile minimal o più classico, con il parquet non si sbaglia mai!

I parquet, però, non sono tutti uguali: ne esistono diversi tipi ed è per questo che è importante scegliere quello giusto per la nostra casa, che si adatti alle nostre esigenze e che stia bene con l’arredamento.

Ad esempio, nelle stanze poco luminose o non troppo grandi è meglio optare per un parquet chiaro, mentre per ambienti ampi, molto illuminati e arredati con con mobili chiari dallo stile minimal si può anche osare un tipo di parquet più scuro.

I legni chiari

Il parquet chiari sono perfetti per chi non ha stanze tanto grandi e non vuole rinunciare alla bellezza e alla sensazione di accoglienza che soltanto il legno sa regalare. I legni più utilizzati sono: sono l’acero americano, un legno di colore beige molto chiaro; il faggio dalla tonalità rosata, che, tuttavia, sopporta poco gli sbalzi di temperatura ed è poco adatto alla pavimentazioni con riscaldamento a pannelli. Infine, il più classico tra i parquet chiari, il rovere chiaro.

I legni bruni

Il parquet bruno, il più classico, è perfetto per scaldare la nostra casa. I legni più diffusi per questa tonalità sono: l’iroko, proveniente dall’Africa, che è particolarmente indicato per ambienti umidi, come bagni e cucine; il teak con il suo color tabacco è estremamente resistente all’umidità e, infine, l’afrormosia, una essenza africana leggermente olivastra molto resistente che la rende ideale per chi ha il riscaldamento a pavimento.

I legni scuri

Il wengé-Panga è un legno africano molto scuro, ma che resiste molto bene ai segni del tempo e ai cambiamenti di colore dovuti all’esposizione della luce solare. Un altro legno scuro molto diffuso per il parquet è il mutenye. Di origine africana, si può trovare in diverse tonalità di colore dal marrone al grigio tendente al nero. E’ un legno molto resistente ma poco adatto al riscaldamento a pannelli radianti.

Il parquet scuro è perfetto per chi ha la fortuna di vivere in una casa dalle stanze grandi e con grandi finestre che lasciano entrare molta luce naturale, rendendo bella e accogliente la casa.

I legni rossi

Tra i parquet rossi possiamo scegliere tra: il merbau, un legno asiatico di colore bruno tendente al rosso, ma che con l’esposizione alla luce potrebbe modificare la sua tonalità, e il Doussiè Africa, una essenza dorata-rossiccia, che si adatta bene ad ogni ambiente ed è resistente anche nel caso di pavimenti con riscaldamento a pannelli.

Se si non ha la possibilità di mettere un parquet o se in casa ci sono animali che con le unghie possono graffiare e rovinare il legno, esiste una valida alternativa: il laminato che, grazie a uno strato sottile di plastica a stampa digitale, riproduce benissimo i colori e le venature tipiche del parquet.

Anche del laminato esistono diverse tipologie: ha, infatti spessori e gradi di resistenza all’usura diversi. In base alle vostre necessità potrete scegliere quello che più fa per voi!

Adesso che ne sapete di più … quale tipo di parquet è perfetto per la vostra casa?