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Un omaggio al maestro del Movimento moderno: Le Corbusier

Che cos’hanno in comune La Ville Radieuse, un trattato su una città ideale, funzionale e ben organizzata, la Main Ouverte, una scultura alta 26 metri che rappresenta una mano aperta in segno di pace e la Cité Radieuse, un complesso di appartamenti a Marsiglia?

le-corbusier-sculturaLa mente e la passione di chi le ha create, progettate, la mano di un grande architetto e designer: Le Corbusier.

Charles-Edouard Jeanneret-Gris, questo è il suo vero nome, è stato tra le più importanti figure nell’architettura contemporanea del Ventesimo secolo e riconosciuto come il Maestro del Movimento moderno. È stato il pioniere nell’uso del calcestruzzo armato, uno dei padri dell’urbanistica contemporanea.

Fondatore dei Congrès Internationaux d’Architecture moderne, Le Corbusier riuscì a fondere insieme l’architettura e l’estetica con i bisogni sociali dell’uomo “medio”, rivelandosi così un geniale e visionario architetto e designer del suo tempo. Le sue intuizioni erano talmente all’avanguardia e funzionali che ancora oggi alcune sue creazioni sopravvivono.

Non ci credete? Pensate alla Chaise longue. Le Corbusier, prendendo spunto dai divani e dai sofà allungati molto di moda nella Francia dell’Ottocento, ideò nel 1928 una sua “evoluzione” bella da vedere, ma allo stesso comoda e funzionale.

Le Corbusier contribuì a cambiare il concetto di architettura moderna: “Solo l’utente ha la parola” scriveva in Le Modulor, l’opera in cui l’architetto ha esposto la sua idea di architettura.

La sua idea consisteva nel progettare e costruire abitazioni ed edifici fatti per l’uomo e a misura d’uomo. Basti pensare agli edifici di Pessac e le case “Citrohan“, costruiti a tempo record grazie alla loro pianta basata su un modulo replicabile e le abitazioni costruite in una catena di montaggio proprio come un’automobile: le abitazioni sono costruite allo stesso modo di un’auto in una catena di montaggio.

E poi ancora le Unités d’Habitation” a Marsiglia. Sono più che semplici abitazioni, ma le-corbusier-marsigliadi veri e propri edifici-città con più di trecento appartamenti a “tagli” diversi su diciassette piani, il tetto diventato una piazza-terrazza dove viene restituito il verde e una grande piscina e al posto dei corridoi e pianerottoli tra gli appartamenti, le Corbusier pensò di costruire sette “strade interne” in cui far sorgere negozi di ogni tipo. Insomma, una città-edificio nata e pensata per le famiglie meno abbienti, in cui i bambini potessero giocare sul tetto e immaginare di essere in qualche parco, mentre le mamme potessero fare la spesa nelle strade interne dell’edificio senza allontanarsi troppo da casa. 

«Occorre creare lo spirito della produzione in serie, lo spirito di costruire case in serie, lo spirito di concepire case in serie». Questa era la filosofia di Le Corbusier, uno dei più grandi architetti all’avanguardia del Nocevento.

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