Un architetto d’avaguardia … Antoni Gaudì

Antoni Gaudì

Le Corbusier lo definì come “plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”, fu il massimo esponente del modernismo catalano nell’architettura, anticipatore dell’espressionismo e del surrealismo: è Antoni Gaudì. antoni-gaudi

Diplomato nel febbraio del 1878 alla Scuola Superiore di Architettura, già prima di diplomarsi riuscì a lavorare con i migliori architetti del tempo, ma è nel 1878 a Parigi, durante l’Esposizione universale, che avvenne l’incontro fondamentale per la sua vita e la sua carriera, quello con l’industriale catalano Eusebi Güell, che divenne il suo principale mecenate.

Nel 1883 a soli 31 anni venne nominato architetto capo della costruzione in città del tempio Espiatorio della Sagrada Família, cominciando a costruire la cripta e poi l’abside. Si trattava di una costruzione monumentale e complessa che assorbì completamente le energie e la creatività di Gaudì.

Nel 1887 il conte Güell gli affidò la costruzione della sua residenza di città, il Palazzo Güell. In questo progetto Gaudí sperimentò gli archi di catenaria che saranno un elemento costante della sua architettura.

Casa Mila, La Pedrera, Gaudi, Unesco WHS, November RR from jordiÈ però a partire dal 1900 che nascono i suoi maggiori capolavori: il parco Güell in cui natura, scultura ed architettura si fondono, la Casa Batlló, splendida e particolare con la sua facciata rivestita da un mosaico di pietre vitree colorate e il suo tetto ondeggiante che ricorda le squame di un rettile e, infine Casa Milà dalla movimentata facciata in pietra.

Dal 1914 Gaudì si dedicò esclusivamente ai lavori della Sagrada Família, la monumentale basilica ancora in costruzione, riconosciuto come il capolavoro assoluto del genio e della creatività dell’architetto catalano.sagrada-familia-cathedral-barcelona-catholic-architecture-r

L’architettura di Gaudì è caratterizzata dall’elaborazione di forme che richiamano la natura, ma imprevedibili e oniriche realizzate utilizzando i più diversi materiali dal mattone alla pietra, dalle ceramica al vetro e al ferro.

Le sue opere, di cui sette sono state dichiarate patrimonio dell’UNESCO nel 1984 si basano sull’assioma secondo cui l’architettura non crea soltanto edifici e palazzi, ma un vero e proprio organismo quasi vivente arrivando a creare capolavori fantasiosi, irreali ma assolutamente meravigliosi.

Armonia e positività in casa … con il feng shui

Il Feng shui è un’antichissima disciplina orientale nata oltre quattromila anni fa e che è sempre più conosciuta e praticata nei paesi occidentali. Il feng shui è un’arte che fonde insieme la filosofia, l’architettura e l’interior design e che ha come principi cardine il modo di sfruttare le energie positive e favorire il benessere della casa e di chi ci abita.

Foto di About.com
Foto di About.com

Il feng shui è molto più di un semplice modo di arredare il proprio appartamento perché comprende anche la progettazione e la disposizione delle casa, degli edifici pubblici e persino di interi quartieri.

Se siete appassionati di filosofia orientale è chiaro che non possiamo costruire da zero la nostra casa o addirittura il quartiere in cui viviamo, ma possiamo arredare le stanze secondo le regole del feng shui per incanalare tutta la positività e il benessere nella nostra casa.

Ecco allora qualche consiglio!

I colori

Ogni colore secondo il feng shui ha un suo significato e per questo bisogna scegliere il colore giusto per ogni stanza. Il verde ha un potere calmante e per questo è adatto alla camera da letto, mentre i colori caldi che ricordano il sole come il giallo o l’arancione vanno bene la cucina e la zona giorno come il soggiorno o la sala da pranzo.

Inoltre, per essere il più fedele possibili, i colori caldi dovrebbero essere utilizzati nelle stanze posizionate verso Sud, mentre i colori freddi come il blu o il verde nelle camere che si affacciano a Nord.

Tante, tante fineste

Secondo questa filosofia una casa per favorire davvero l’armonia e il benessere dovrebbe avere tante finestre ampie che lasciano entrare la luce naturale del sole. Attenzione, però: le finestre non dovrebbero mai essere posizionate di fronte alla porta e devono seguire una forma regolare.

Se abitiamo in zone trafficate, il feng shui ci consiglia di proteggere le finestre con tende leggere e dai colori chiari che lasciano entrare la luce, ma che ci proteggano dal rumore della strada.

L’arredamento

Una regola fondamentale del feng shui dice che gli arredi vanno disposti in modo da non ostacolare il flusso che scorre in una stanza. Perciò vanno evitati i mobili appuntiti e ingombranti.

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Foto di designmag

La camera da letto dovrebbe essere separata dalle altre stanze e lontano dall’ingresso dell’appartamento. I mobili dovrebbero avere angoli arrotondati evitando che gli spigoli puntino verso il letto. Inoltre, gli specchi sarebbe bene toglierli dalle nostre stanze da letto o metterli in qualche anta interna dell’armadio: secondo il feng shui gli specchi ostacolano il sonno.

Il letto dovrà essere disposto in modo che la testa del letto sia rivolta verso il Nord, che rappresenta lo Yin e i piedi verso Sud, lo Yang. Inoltre, il letto non deve essere posto né con i piedi né con la testata di fronte alla porta e né posto sotto a una finestra: l’ideale sarebbe posizionarlo posizionare il letto, meglio se in legno, nell’angolo opposto all’entrata con la testata aderente al muro e orientata verso est.

Il soggiorno rappresenta il luogo più importante della casa perché è qui che vengono accolti gli ospiti e dove tutta la famiglia si rilassa. Secondo il feng shui, il soggiorno dovrebbe avere una forma quadrata o rettangolare, il divano va collocato nel lato opposto alla finestra e alla porta e con lo schienale appoggiato al muro per dare una sensazione di protezione a chi si siede. Le lampade e i lampadari vanno posizionati con cura in modo da garantire il comfort ma evitando la sovraesposizione alla luce. Decorate il soggiorno con tante, tante candele profumate … creeranno atmosfera e favoriranno il relax.

Per quanto riguarda la cucina è sconsigliabile trovarsi con la porta alla proprie spalle, mentre sarebbe meglio trovarsi la porta d’ingresso al proprio fianco. Inoltre, i fornelli andrebbero collocati sotto la finestra, ma lontani dal lavello e dal frigo.

I materiali

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Foto di facilisimo.com

Il feng shui si basa, come molte filosofie orientali, sull’equilibrio di cinque elementi: acqua, terra, fuoco, metallo e legno.

L’acqua è rappresentata dal vetro e simboleggia la benedizione celeste, la terra è data dal mattone e significa autorità e allegria. Il fuoco, invece, è dato da materiali naturali come la pietra ed è un simbolo di buon auspicio, il metallo è il simbolo della forza e della creatività. Infine, il legno e le piante simboleggiano la pace e la longevità

All’interno della casa dovrebbe essere presenti tutti questi elementi in modo che portino equilibrio e pace all’interno. Potete scegliere delle candele che rappresentano il fuoco, un acquario o delle vetrate a simboleggiare l’acqua, vasi con piante che sono il simbolo della terra e del legno e decorare la casa con qualche scultura o oggetti in ferro.

Il giardino

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Foto di Woohome

Se avete anche un giardino deve essere sempre curato evitando la presenza di foglie secche che danno un sensazione negativa e di disordine.

La presenza di giardini e di terrazzi con piante e fiori poco curate ostacola le energie positive, favorendo quelle negative.

Un’ultima, ma forse la più importante regola di questa disciplina: eliminare il superfluo.

Eliminiamo tutti gli oggetti che non ci servono perché questi non fanno altro che ingombrare la nostra vita e il nostro benessere ed emanare energia negativa. Liberarsi di tutto ciò che non usiamo o non serve ci aiuta a liberare la mente e a riportare l’armonia in casa e dentro noi stessi.

Benvenuti nelle case … dell’Antica Grecia!

La casa greca antica com’era fatta?

Studiando storia, guardando un documentario o visitando un museo o un sito archeologico vi siete mai chiesti com’erano le case dei Greci, dei Romani o anche popoli più antichi o più lontani come i Babilonesi o Aztechi?

Oggi vogliamo fare un tuffo nel passato e farvi conoscere le case di popoli e culture antiche e inizieremo dalla patria della filosofia e della democrazia: l’Antica Grecia!

Ora, chiudete gli occhi. Siamo per le strade di Atene nel 431 a.C. Il giovane aiutante del vasaio è di nuovo in ritardo nella consegna delle anfore, il sarto sta finendo di rifinire il peplo color zafferano per una ricca signora e un gruppo di uomini al centro dell’agorà sta discutendo animatamente di politica.

Ci allontaniamo dai ritmi frenetici e infilandoci in una piccola via ci imbattiamo in una casetta non tanto grande, ma con un bel cortile curato e profumato di narcisi e da una piccola finestra ecco una donna con i capelli elegantemente raccolti seduta al suo telaio.

Solitamente le case dei ceti più poveri erano costituite da un paio di vani, mentre i ricchi abitavano in dimore più grandi e spesso distribuite su due piani. Gli artigiani e i commercianti ospitavano nelle loro abitazioni anche le botteghe e i negozi … quello che si dice “casa e lavoro”.

Le stanze si affacciavano su un cortile di forma rettangolare, ma contavano poche e strette finestre così che dalla strada non era possibile vedere ciò che accadeva all’interno.

I pavimenti erano di solito in terra battuta, mentre quelli delle stanze di rappresentanza, il nostro soggiorno, potevano anche essere ornati da mosaici. I muri erano piuttosto leggeri e composti di mattoni crudi o di pietre tenute insieme dalla malta e le pareti intonacate venivano dipinte solitamente di rosso. Ovviamente le case delle persone più ricchi potevano vantare affreschi e arazzi pregiati che stupivano l’ospite e esprimevano la potenza e la ricchezza della famiglia.

In tutte le case, sia modeste sia più ricche, la camera più importante, più curata e più decorata era l’andron che letteralmente significa “stanza degli uomini”. Qui il padrone di casa riceveva i suoi ospiti, ovviamente tutti uomini, ed era la stanza in cui si svolgeva il simposio, il banchetto, mentre si discuteva di politica e di affari.

Alle donne, che all’epoca non partecipavano alla vita pubblica e agli affari dei mariti, era riservata una zona, chiamata gineceo, in cui si trovava la stanza da letto della padrona di casa, le cellette delle ancelle e la sala dei telai. Nelle ville delle famiglie più benestanti, il gineceo occupava il retro della casa e si affacciava in un secondo giardino più piccolo rispetto al principale.

Lasciamo i soggiorni e le stanze delle donne e ci spostiamo in un’altra stanza, più piccola, piena di attrezzi e bracieri … è la cucina. In realtà, nell’Antica Grecia non esisteva la cucina così come la intendiamo oggi: c’erano delle stanze in cui si riponevano tutto l’occorrente per preparare i pasti, ma solitamente i bracieri per la cottura dei cibi venivano posizionati anche fuori nei cortili.

E i bagni? Bè, dimenticatevi lavandini e docce di design! I bagni erano molto spogli e molto piccoli … considerate che si utilizzavano i vasi da notte.

Erano case dalla struttura e dall’arredamento molto semplice quelle dell’antica Grecia, ma siamo sicuri che ognuno di quelle abitazioni ha la sua storia da raccontare, le risate, i pianti e la vita di chi ci ha vissuto … proprio come accade oggi.

Una casa tutta “green”!

Bioedilizia: che cos’è?

Da qualche tempo si è scoperta una grande attenzione per il “bio” e per tutto ciò che è green. Insomma, l’ecologia ha iniziato farsi strada nelle nostre vite e portare all’attenzione di tutti noi la necessità di un approccio ecosostenibile che rispetti l’ambiente: dall’economia, all’alimentazione, dall’agricoltura fino ai capi di abbigliamento e al modo di muoversi con bus e automobili sostenibili.

Conosciamo tutti i danni provocati dall’inquinamento, dall’impiego di materiali tossici e nocivi come l’amianto e dal modo di costruire, ma se a tutti noi è nota l’agricoltura biologica ed ecosostenibile o la green economy, pochi conoscono la bioedilizia.

La bioedilizia, chiamata anche l’architettura sostenibile, è un modo di costruire che ha come obiettivo ridurre i consumi di energia, l’utilizzo di materiali non inquinanti ed ecologici e di diminuire l’impiego di energia derivante da fonti non rinnovabili.

Questo modo di progettare e realizzare punta a costruire edifici a basso impatto ambientale che siano in grado di garantire comfort e benessere alle persone e allo stesso tempo rispettare l’ambiente.

Dall’estrazione dei materiali alla loro lavorazione, dalla costruzione ai consumi, l’edilizia sostenibile ha un impatto ambientale molto basso in ogni fase.

Quali materiali, allora, vengono usati per avere un casa “total green”?

Primo fra tutti, il legno! È versatile, può essere lavorato in tanti modi, è riciclabile, biodegradabile ed è in grado di garantire un buon isolamento termico e acustico. Inoltre, il legno è un materiale molto resistente ai segni del tempo e all’usura e anche a diversi tipi di sollecitazioni.

Anche il sughero è un materiale molto utilizzato. Il sughero è green al 100% perché una volta prelevato dalla corteccia, l’albero è in grado di rigenerarla in modo naturale. Come il legno, è un ottimo isolante termico e acustico, non è infiammabile e tossico, ed è molto resistente.

L’argilla è un’altra materia prima biocompatibile e atossica. È capace, inoltre, di garantire un’elevata ventilazione e di autoregolare l’umidità in modo da prevenire la muffa. Inoltre, la stessa produzione di argilla ha un impatto ambientale molto basso.

Nella bioedilizia poi vengono utilizzati resine, olii, cere, gomme e colle di origine vegetale per sostituire le colle industriali che contengono componenti chimici.